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Demografia della Corsica
Anche a causa della sua natura montuosa e povera di fertili pianure, la Corsica non è mai stata molto popolata. In epoca antica, la popolazione viene valutata in 30.000 abitanti all'alba della colonizzazione romana, ed ancora intorno alla stessa cifra nel VI secolo, essendosi - in conseguenza delle invasioni barbariche - annullato qualsiasi incremento di popolazione (che certo v'era stato, specialmente a partire dall'età Antonina).
Non è possibile ricostruire accuratamente l'andamento demografico durante l'Alto Medioevo, ma per certo in Corsica sono venute a mancare per lunghi secoli le condizioni di base per un significativo sviluppo demografico, con la sicura decadenza della produzione agricola per conseguenza di una successione di invasioni e del continuo stato di anarchia feudale e di guerre anche intestine che afflissero l'isola.
Preparata dall'istituzione nel Nord dell'isola di un regime simile a quello comunale sviluppatosi in Italia, l'amministrazione Pisana certamente coincide con un rifiorire della regione e con un incremento demografico di rilievo, testimoniato dal fervore edilizio che caratterizza quest'epoca. Più tardi, i nuovi scontri e disordini che investiranno l'isola per secoli (inclusa la Peste), sino al pieno controllo da parte di Genova, non consentiranno un'espansione paragonabile a quella pisana e verso metà del XVIII secolo, poco prima che a Genova subentri la Francia, la popolazione si aggira attorno alle 120.000 anime.
In questo quadro va tenuto conto che, almeno dal XV secolo si registra una notevole emigrazione verso l'Italia, con la creazione di significative colonie, come quella di Roma (ove sino alla seconda metà del XVIII secolo il Papa si avvale del corpo militare della Guardia Corsa e si registrano un massimo di 900 famiglie còrse in città, per una popolazione stimabile di almeno 3.000 persone), di Pisa e di Napoli.
Nel 1801 gli abitanti sono 164.000 e salgono a quasi 290.000 nel 1891.
La I guerra mondiale fa quasi scomparire un'intera generazione (circa 20.000 caduti, percentualmente una cifra assai maggiore di quella sofferta da qualsiasi altro distretto francese) e l'emigrazione, - intensa sino a circa metà del XX secolo - fa il resto, causando non solo una battuta d'arresto nella crescita demografica dell'isola, che nel 1975 aveva circa gli stessi abitanti del 1891.
Il numero registrato nel 1975 include dell'arrivo ad inizio degli anni di circa 15.000 pied noirs, rimpatriati dall'Algeria nei primi anni sessanta del secolo scorso ed installati da Parigi per lo più nella Piana Orientale, la parte più fertile dell'isola (lo sviluppo della regione, precedentemente malarica, era iniziato nel 1957: l'arrivo dei pied noirs fu vissuto come una vera e propria colonizzazione di popolamento e duna espropriazione di massa da gran parte dei Còrsi: a questo evento si lega in modo indissolubile la rivolta indipendentista scoppiata nel 1976).
Si aggiunga a questo che sino al 1982 i dati destinati al censimento erano gonfiati ad arte dai municipi allo scopo di ricavarne finanziamenti (va tenuto conto del fatto che moltissimi comuni còrsi hanno meno di 100 abitanti) e si comprenderà come anche il dato del censimento del 1999 sia sconfortante, segnando appena poco più di 260.000 residenti, cui vanno a concorrere decine di migliaia di immigrati provenienti soprattutto dal Maghreb, dal Portogallo, dalla Francia e da altri Paesi.
A titolo di paragone, l'Umbria, con una superficie quasi identica alla Corsica conta circa 820.000 abitanti ed il Molise, pur essendo montuoso ed esteso circa la metà della Corsica, ne conta circa 320.000.
L'ultimissimo rilevamento della popolazione segnala poco più di 275.000 ad inizio 2005, anche questo dovuto in massima parte all'immigrazione (funzionari pubblici dalla Francia, oltre a pensionati e lavoratori extracomunitari), mentre si registra una sempre maggiore polarizzazione della popolazione verso le uniche due vere città dell'isola, Bastia ed Ajaccio, che con i rispettivi hinterland raccolgono ormai circa il 60% degli abitanti dell'intera Corsica (mentre nessuno degli altri centri arriva ai 10.000 abitanti). Questo vuol dire che, al di fuori delle due capitali di distretto, il resto dell'isola è abitato da circa 110.000 persone (una densità media di circa 15 abitanti/kmq).
Il numero di Còrsi emigrati (a diaspura) si calcola in almeno un milione, includendo anche i discendenti degli emigrati che, da metà XIX secolo agli anni trenta del successivo, hanno lasciato in massa l'isola soprattutto verso la Francia, le sue colonie (in prevalenza Algeria, Marocco, Indocina) e verso l'America Latina (soprattutto Venezuela e Porto Rico, isola nella quale circa il 4% della popolazione è d'origine còrsa).